Posts Tagged ‘editoria digitale’

Super Mario Bovary

24 febbraio 2010

L’odore della carta, dell’inchiostro, della colla… il solito vecchio dibattito tra sentimentalisti cartacei e positivisti elettronici. Se però il libro ha una sua forma definita anche se declinata in mille modi sin dai tempi degli amanuensi, oggi è necessario ripensare il supporto sul quale fruire del testo. Le strade sono aperte e sono sempre di più. C’èil Kindle, c’è l’iPhone, ci sarà l’iPad, ci sono nuovi dispositivi in sperimentazione con tecnologia e-ink ma a colori. Occorrerà cambiare la concezione di libro ma soprattutto la modalità di fruizione, mischiando sempre di più le diverse attività di intrattenimento in un continuo scambio tra libri, videogiochi, film e musica. Di oggi è la notizia del lancio in Francia della cartuccia per Nintendo DS con all’interno 100 classici della cultura francese. Riuscirà Mario Bros a liberare Emma Bovary e a farle conoscere sentieri sconosciuti?

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Un ottimo esempio di integrazione ebook – carta

15 febbraio 2010

Me ne sono accorto solo ora, ma Cory Doctorow, autore e blogger spesso citato a proposito degli ebook (basta pensare all’ebook manifesto scaricabile gratuitamente da qui), ha pubblicato il suo libro Little Brother, uscito in Italia per i tipi di Newton Compton con il titolo X, in svariate versioni.
Cory è famoso per aver messo in download gratuito praticamente tutti i suoi libri. Anzi, i lettori possono convertire il libro nel formato preferito per poi caricarlo direttamente sul sito. Nella babele di formati attuale, una bella convenienza. Ma giustamente ci si chiede: “come fa il buon Cory a prendere due lire?”. Ora, a parte che raramente si riesce a vivere con i proventi dei propri libri, i libri di Doctorow sono presenti anche in edizione cartacea e i diritti sono venduti in moltissimi paesi.

La novità più interessante però è un’altra. Oltre all’edizione digitale, all’edizione cartacea hardcover, all’edizione paperback e all’audiobook, Harper Collins lancia anche l’edizione ultrafiga, limitata e costosa.
E se fosse questo il futuro? Ti do gratis o a un prezzo basso l’ebook, così te lo leggi, te lo porti in giro, lo presti e fai circolare il nome dell’autore, e se poi vuoi, se il libro ti è piaciuto proprio tanto, ti compri l’edizione sfarzosa, illustrata e bella da leggere e da usare come elegante complemento d’arredo.

Una bella strada, una sintesi di quello che potrebbe essere il futuro dei libri.

ebook, mercato italiano e massa critica

4 febbraio 2010

Ieri Giuseppe Granieri notava come fosse difficile in Italia applicare lo stesso modello di business del mondo anglofono nel mercato dei giornali, a causa dell’esiguo numero di early adopters.

Lo stesso discorso fatto per i quotidiani è certamente vero anche per l’editoria libraria, nonostante tutti i discorsi possibili sulla coda lunga e sui profitti che si generano in un tempo lungo e costantemente. Sono troppo pochi i possessori di e-reader in questo momento per giustificare un ritorno economico soddisfacente, e quindi bisogna cercare un nuovo modello di business, guardando al medio e lungo periodo, senza cercare l’immediato fatturato. Cominciare a lavorare per la conversione digitale e compatibile con tutti i modelli di lettori digitali, per evitare di trovarsi a rincorrere in seguito. Non aver timore di essere piratati, guardando in faccia la realtà e capendo che i DRM sono un problema soltanto per chi il libro lo acquista legalmente, non per chi lo copia.

Si percepisce attorno e all’interno del mondo editoriale un certo nervosismo e un fremito continuo. Vedremo chi riuscirà a trasformare il fremito in energia e invece chi cercherà di bloccarlo soltanto, peggiorando la situazione.

iPad: nuovi scenari, oppure no

28 gennaio 2010

Come forse avrete intuito, ieri c’è stata la presentazione dell’iPad. Non sto a dilungarmi sulle caratteristiche tecniche, perché meglio di me lo hanno fatto in tanti, basta vedere qua e sui giornali italiani. Vi posso dire quello che ne penso io, ma ho scoperto di pernsarla esattamente come questo qua. Anch’io mi aspettavo qualcosa in più, non in meno rispetto alle indiscrezioni. La mancanza della videocamera, di Flash, del multitasking, di un sistema rivoluzionario per leggere lo rendono inferiore alle aspettative. Steve, ci hai abituato a ben altro.
Bisogna però confrontarsi con ogni cosa che esce da Cupertino, e quindi faccio alcune riflessioni su cosa potrebbe portare all’interno del mondo editoriale.

  1. Apple ha stretto accordi con le più grandi case editrici americane e inglesi: Penguin, Harper Collins, Simon & Schuster, Mac Millan, Hachette. Non riesco a farvi paragoni con le case editrici italiane, fate conto 5 mondadori messe insieme. Poi moltiplicatele per 10. Forse ci siete vicini. Questo porterà inevitabilmente a una vendita preferenziale sull’ iBookstore, con conseguente danno per Amazon. In questo caso, più che al Kindle, Apple ha mirato direttamente al bersaglio grosso. A cosa potrà portare questo? Sicuramente allo sviluppo di una nuova concezione di libro. Non dimentichiamo che, oltre alla narativa, Penguin e Hachette hanno grossi interessi nei libri illustrati, mentre Mac Graw si occupa di editoria professionale. Questo porta alla seconda riflessione.
  2. Secondo me l’iPad non andrà a colpire soltanto l’editoria di fiction e non-fiction. Sarà adattissimo soprattutto per tutta l’editoria illustrata e di manualistica poichè, contrariamente al Kindle e ai suoi toni di grigio, è perfetto per contenere foto, descrizioni, grafici. Insomma, rischiamo di aver trovato il supporto ideale per tutti i manuali esclusi dalla vendita su Kindle e simili, almeno finché non arriverà l’e-ink a colori. C’è una grossa controindicazione, però. Per quale motivo acquistare un ebook di cucina, quando gratuitamente posso andare a recuperare le stesse informazioni su internet? Questa è una delle domande di più difficile soluzione, e che quindi porterà a ripensare tutta l’editoria illustrata e di manualistica, portando a una sempre maggiore integrazione tra contenuti (posseduti dalle case editrici), nuove forme di libro (processo al quale dovranno applicarsi grafici, web designer e sviluppatori software) e applicazioni aggiuntive. Probabilmente vedremo una completa integrazione tra libro e siti web, come mai si era vista prima.
  3. Per quanto riguarda il libro non illustrato invece(ovvero la grandissima parte del mercato, e soprattutto la più visibile), non so se iPad riuscirà a scalzare il Kindle. Diciamolo, se voglio leggere un romanzo, voglio leggere un romanzo, senza essere disturbato da tutti i contenuti multimediali che è possibile inserirvi. Se sto leggendo Guera e pace, probabilmente non mi interessa andare a vedere un paesaggio della Russia. In caso ci vado un’altra volta, senza perdere il filo del racconto. Sono pronto a essere smentito, ma al momento non credo che il tablet di Cupertino andrà a far crollare le vendite dei vari reader. Sono due strumenti differenti secondo me, senza contare che la leggibilità dello schermo retroilluminato dell’iPad è tutta da vedere.
  4. Molto diverso il discorso per quanto riguarda i giornali. In questo caso il Tablet e i vari follower che seguiranno possono fare la differenza. Illustrazioni, foto, collegamenti potrebbero dare una grossa mano ai vari magazine. Lì la partita si giocherà soprattutto sul fronte del prezzo, perchè bisognerà capire qual’è la cifra che i lettori sono disposti a spendere. Probabilmente tenderà allo zero, e qui bisognerà essere capaci di dare a costo zero i contenuti base, e sviluppare contenuti pay che abbiano davvero qualcosa in più. Altrimenti si rischia di barricarsi nel proprio fortino, per poi morire di fame.

Vedremo se siamo di fronte a una svolta epocale oppure soltanto a un abbaglio. Di certo qualcosa succederà, ma sapere cosa, al momento, è improbabile se non impossibile.