10 cose da sapere sull’I-pad e 2 soprattutto

27 gennaio 2010

Eccolo qua riassunto, il nuovo I-pad. 2 cose soprattutto:

  1. costa meno di quanto previsto. Credevamo $999, la versione base costa $499;
  2. 10 ore di autonomia. Se lo accendi. 1 mese se lo tieni in Standby. Un mese.

Al momento, nonostante l’Ibook store, a me sembra molto più un computer che un e-reader, nonostante tutto. Sarà importante per le riviste, francamente credo meno per i libri. Almeno credo.

Ma la telecamera, perché non ce l’hanno messa?

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Vabbè, lo ammetto

27 gennaio 2010

Ho sbagliato. Si chiama I-pad (beh, potevano metterci un po’ di fantasia, no?).

Però sembra un I-pod stratosferico. Quelli di Ubergizmo stanno impazzendo dalla gioia. Vedremo come va a finire.

Per il momento “it’s so much ore intimate than a laptop and so much more efficient than a smartphone”. Bisogna vedere cosa c’è di nuovo.

Un e-reader indiano, con tutto il baldacchino

27 gennaio 2010

Intanto che Stefano è lì che si scalda per cambiare di nuovo il mondo, sono rimasto impressionato stamattina da un fantastico clone del Kindle. Infibeam, un bookstore online indiano stranamente simile ad Amazon, ha lanciato InfibeamPi. Schermo da 6″, supporta anche Hindi, Sanscrito e la maggior parte delle lingue diffuse in India. Il tutto a sole 999 rupie che, se dovesse interessare, al cambio fanno 15 euro e spicci. Purtroppo non effettuano consegna fuori dall’India ma, nel caso aveste un amico indiano…

(visto su Nate’s ebook news)

I-ginger

26 gennaio 2010

Ci siamo quasi. Tra qualche ora finirà finalmente la telenovela sul (…) di Apple. Abbiamo capito che cambierà tutto, che forse è l’ultima spiaggia per l’editoria (soprattutto per i giornali),  che Amazon sta ricorrendo a tecniche di sopravvivenza ancora prima di aver visto l’avversario. Ne abbiamo viste, ne abbiamo sentite, ne abbiamo dette. Domani tutto finirà.

Se posso azzardare una previsione, ci fregheranno sul nome. Nè I-pad, nè I-slate, nè I-book. Spero si inventino qualcosa, oppure vuol dire che anche loro cominciano a stancarsi di fare sempre i più fighi della classe. L’unica cosa che spero è che non finisca come con il Ginger. Per chi non se lo ricordasse, se ne parlò per mesi, dicendo che avrebbe rivoluzionato le nostre città, salvo poi scoprire che era una specie di monopattino a motore e bilanciato. L’ho visto usare solo ad alcuni vigili urbani e ad Adam di Mythbusters su Discovery Channel. Tanto rumore per un nulla, speriamo che stavolta non si tratti di un I-nulla.

Come see my latest creation

19 gennaio 2010

Ottobre 2009: Amazon comincia a vendere il Kindle in tutto il mondo, Italia compresa. Da quel momento in poi la vendita degli e-reader subisce un’impennata.

28 Dicembre 2009: dopo averlo aspettato per oltre un mese, mi reco di persona  alla SDA di Pregnana Milanese per recuperare il mio Sony PRS-600 touch. Lo prendo, pago gli oneri doganali, lo apro. Me ne innamoro.

15 gennaio 2010: Apogeo organizza un incontro per parlare di ebook. Sembra un incontro carbonaro per pochi adepti, invece i prodi apogeici si ritrovano a corto di sedie a causa della grossa affluenza. Una di quelle volte in cui puoi dire: io c’ero. E tra l’altro avevo anche una sedia. L’editoria italiana si accorge che qualcosa sta cambiando.

27 gennaio 2010: Apple presenterà il suo nuovo (…). Come ogni nuovo (…) di Apple, questo potrebbe cambiare lo standard che abbiamo costruito in questi mesi e al quale ci stavamo abituando.

Da qui comincio io.