ebook, mercato italiano e massa critica

Ieri Giuseppe Granieri notava come fosse difficile in Italia applicare lo stesso modello di business del mondo anglofono nel mercato dei giornali, a causa dell’esiguo numero di early adopters.

Lo stesso discorso fatto per i quotidiani è certamente vero anche per l’editoria libraria, nonostante tutti i discorsi possibili sulla coda lunga e sui profitti che si generano in un tempo lungo e costantemente. Sono troppo pochi i possessori di e-reader in questo momento per giustificare un ritorno economico soddisfacente, e quindi bisogna cercare un nuovo modello di business, guardando al medio e lungo periodo, senza cercare l’immediato fatturato. Cominciare a lavorare per la conversione digitale e compatibile con tutti i modelli di lettori digitali, per evitare di trovarsi a rincorrere in seguito. Non aver timore di essere piratati, guardando in faccia la realtà e capendo che i DRM sono un problema soltanto per chi il libro lo acquista legalmente, non per chi lo copia.

Si percepisce attorno e all’interno del mondo editoriale un certo nervosismo e un fremito continuo. Vedremo chi riuscirà a trasformare il fremito in energia e invece chi cercherà di bloccarlo soltanto, peggiorando la situazione.

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